Il paese dei coppoloni

Siamo in Alta Irpinia, in “quelle terre dell’osso” in cui “un paese ci dice di tutti i paesi del mondo”, tra trivelle petrolifere e case abbandonate, pale eoliche e vecchie ferrovie, boschi, animali selvatici e paesaggi incontaminati. Un luogo immaginario che diventa reale, uno spazio fisico che si trasforma in pura immaginazione. Un’occasione unica per seguire il “musicista viandante” Capossela in questo viaggio a doppio filo sul fronte della musica e del racconto.

 

“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?” Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri. Il viandante procede con il passo dell’iniziato, lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie. E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compito di ispirati accompagnatori. Luoghi e personaggi suonano, con i loro “stortinomi”, immobili e mitici, immersi in un paesaggio umano e geografico che mescola il noto e l’ignoto. Scatozza “domatore di camion”, Mandarino “pascitore di uomini”, la Totara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Testadiuccello, Camoia, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custode di una verità che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla Storia. Il viandante deve misurarsi, insieme al lettore, con un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del meriggio, accompagnati dall’abbaiare dei cani. E poi ci sono la musica e i musicanti. La musica da sposalizio, da canto a sonetto, la musica per uccidere il porco, la musica da ballo per cadere “sponzati come baccalà”, la musica da serenata, il lamento funebre, la musica rurale, da resa dei conti.

 

Viaggio in america

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Viaggio in America di Oriana Fallaci

Oriana Fallaci arriva per la prima volta a New York nel 1955. Dieci anni dopo decide di trasferirsi lì e racconta per “L’Europeo” la vita quotidiana di una donna in un mondo smisurato. Ad accompagnarla c’è Shirley MacLaine con cui progetta anche di rifare all’inverso la strada degli antichi pionieri che si mossero dalla Virginia e arrivarono in California. Oriana vuole capire il segreto di questo Paese impaziente, che ha fretta solo di arricchirsi, “che non si affeziona mai a nulla, cambia sempre indirizzo, si stacca senza dolore da tutto: genitori, figli, coniugi, case, paesaggi”. Sono pagine intense che rivelano il rapporto di amore e odio di Oriana con quella che poi diventerà la sua seconda patria.

Non sanno che farsene loro di voi: voi che avete visto già tutto, e perciò siete sapienti e amari. Non sanno che farsene della vostra amara sapienza, di Giotto Masaccio Dante e Leonardo da Vinci. Hanno bisogno d’essere ingenui, loro, non amari, sapienti, per credere che il giusto esiste e trionferà. Hanno bisogno di credere: se non credessero avrebbero paura e se avessero paura resterebbero schiavi…

Ciò che inferno non è

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USI E COSTUMI Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l’estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo. Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra “3P”, il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l’invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. E l’intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, ‘u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa…

E’ la storia di don Pino Puglisi rivisitata dal prof. D’Avenia.. da leggere per non dimenticare, per cercare di capire una realtà diversa dalla nostra che è più vicina di quanto pensiamo…

Siamo circondati da gente cattiva, disonesta, da “branchi di lupi affamati” che non hanno rispetto alcuno neanche per se stessi seguono i loro bassi istinti per le peggiori azioni…

dal libro: “L’inferno ha una sua unità minima, uno stato molecolare identificabile: è l’interruzione del compimento, la compressione della vita, non la sua comprensione.
Tutto ciò che la sporca, ferisce, chiude, interrompe, distrugge, e ogni possibile variazione sul tema dell’interruzione, è inferno.
Per opporvisi occorre riparare, riannodare, restaurare, ricominciare, riconciliare…

Un indovino mi disse

indovino

USI E COSTUMI

Nella primavera del 1976, a Hong Kong, un vecchio indovino cinese avverte l’autore di questo libro: “Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare mai”. Dopo tanti anni Terzani non dimentica la profezia (che a suo modo si avvera: in Cambogia, nel marzo del ’93, un elicottero dell’ONU si schianta con ventitré giornalisti a bordo, e fra loro v’è il collega tedesco che ha preso il suo posto…). La trasforma, però, in un’occasione per guardare al mondo con occhi nuovi: decide infatti di non prendere davvero alcun aereo, senza per questo rinunciare al suo mestiere di corrispondente. Il 1993 diviene così un anno molto particolare di una vita già tanto straordinaria. Spostandosi in giro per l’Asia in treno, in nave, in macchina, a volte anche a piedi, il giornalista può osservare paesi e persone da una prospettiva spesso ignorata dal grande pubblico: ci aiuta a riscoprire il gusto del Viaggio, ci guida alla scoperta di un continente in bilico tra passato e futuro (e che ricorre alla magia come antidoto alla modernità), ci insegna a conoscere palmo a palmo l’intero Sud-Est asiatico. Il documentatissimo reportage si trasforma man mano in una piacevole esplorazione, in un’appassionante avventura, in un racconto ora ironico ora drammatico, in qualcosa di eccezionale, come il resoconto di un interminabile viaggio in treno dalla Cambogia a Berlino o quello di una solitaria traversata su una nave portacontainer da La Spezia a Singapore. Vagabondaggi insoliti e di per sé entusiasmanti, cui si intrecciano – ancora più insoliti e inquietanti – gli incontri fortuiti o provocati durante il percorso: maghi, santoni, veggenti, invasati, stregoni, sciamani, ciarlatani, tutti i profeti dell’occulto sondati per comprendere sia il loro mistero sia il proprio futuro. O per tener fede a quanto un giorno un indovino disse…

Consigliato se amate i reportage, se amate Tiziano Terzani! Ho apprezzato molto l’atteggiamento scettico con cui affronta i vari indovini per farsi predire il futuro con le più svariate metolodogie… è stato bello seguirlo tra sacro e profano, tra storia e realtà in giro per l’Asia alla ricerca della vera essenza di “esseri uomini”

Viaggio di nozze a Teheran

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Azadeh è iraniana ma ha solide radici occidentali: parte della sua famiglia vive in California e lei, dopo aver lasciato la sua patria, ha intrapreso la carriera giornalistica negli Stati Uniti. Il ricordo del suo Paese è incancellabile, e sebbene ami quei senso libertà e Indipendenza che si respira tra le strade d’Occidente, non riesce a soffocare fa forte nostalgia che la lega all’Iran. Alla vigilia delle elezioni di Mahmoud Ahmadinejad, il “Time” la invia come corrispondente nella capitale iraniana per monitorare l’andamento del voto. L’arrivo a Teheran è sconvolgente. Azadeh subisce immediatamente l’impatto con uno stile di vita e una cultura che lei non conosce e non ricorda. Ma l’aria di casa non tarda a travolgerla con il suo carico di vecchi sapori, antiche abitudini che riprendono vita, visi familiari ritrovati dopo lungo tempo. Si rimette in contatto con l’amica Nasrine, giornalista anche lei, e comincia a respirare l’atmosfera locale. L’Iran si svela così ai suoi occhi di donna e giornalista: un incontro di tradizioni e di culture, nel quale convivono etnie diverse e orientamenti politici e religiosi opposti.

Consigliato per comprendere usi diversi dai nostri per quanto riguarda l’istituzione del matrimonio, anche se in molti passaggi sono ricchi di storia è una lettura piacevole. E’ una storia vera,  per la protagonista un ritorno alle origini che le farà iniziare una nuova vita…

Memoria di una geisha

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Circondate da un’aura romantica e misteriosa, le geishe hanno spesso esercitato sugli occidentali un’attrazione quasi irresistibile, amplificata dalle leggende che circondano la loro esistenza. Come e perché si diventa geishe? In quale modo le fanciulle vengono istruite? Quali sono i rituali e le “abilità” da apprendere? A queste domande risponde il racconto in prima persona di una geisha, Sayuri, attraverso le complesse, affascinanti tradizioni giapponesi e l’intima essenza, il significato più profondo, nel bene e nel male della vita della geisha. E benché Sayuri racconti la sua storia con la pacata saggezza di chi ha ormai percorso gran parte della vita, la sua voce tesse una trama precisa e vivida, permettendo di entrare in un universo al contempo splendido e crudele.

Consigliato per conoscere cosa si nasconde dietro un mondo antico spesso frainteso pieno di pregiudizi, vi farà ricredere su quello che una volta era l’arte di essere una Geisha.