L’amore che ti meriti

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L’Amore che ti meriti di Daria Bignardi

Mi sono chiesta tante volte perché di fronte a un dramma certe famiglie si disintegrano e altre no. Perché alcuni hanno la forza di accettare, superare, e altri non riescono a reagire.

Alma e Maio, due fratelli adolescenti, vivono in una reciproca, incantata dipendenza. La loro famiglia è molto unita. La scuola è finita, l’estate inizia. Alma e Maio non lo sanno, di essere felici. Per Alma è un gioco quando propone al fratello di provare l’eroina. Una sola volta, l’ultima sera di libertà prima di raggiungere i genitori per le vacanze. Ma mentre lei passa indenne attraverso il veleno, Maio resta segnato. E un giorno scompare. Bologna, trent’anni dopo. Antonia che tutti chiamano Toni, è l’unica figlia di Alma. Vive con Leo, commissario di polizia conosciuto durante un sopralluogo per i gialli che scrive. Ignora tutto di Maio, la madre non le ha mai raccontato nulla: forse per proteggerla o forse troppo grande è il senso di colpa. Quando Alma viene a sapere che Antonia aspetta il suo primo figlio, non riesce più a mantenere il silenzio di cui si è fatta scudo. Toni si misura con una vertigine improvvisa: che cosa può fare di fronte a un segreto che ha cancellato ogni traccia del passato di sua madre, e quindi anche del proprio? Toni torna a Ferrara per cercare Maio.

Perché l’Amore bisogna meritarselo? Le dinamiche familiari sono complesse, i rapporti tra genitori e figli e tra fratelli anche … se pensate che la vostra famiglia ne è piena vi consiglio di leggere questa storia, al confronto i vostri problemi vi sembreranno più facili da risolvere… per i genitori che si fanno mille “mea culpa” su come educano i figli questa storia insegna che le cose a volte semplicemente accadono…

Gli sdraiati

sdraiati

RAPPORTI GENITORI-FIGLI

Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, niente ai padri. Racconta l’estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un’ostilità che nessuna saggezza riesce a placare. Quando è successo? Come è successo? Dove ci siamo persi? E basterà, per ritrovarci, il disperato, patetico invito che il padre reitera al figlio per una passeggiata in montagna? Fra burrasche psichiche, satira sociale, orgogliose impennate di relativismo etico, il racconto affonda nel mondo ignoto dei figli e in quello almeno altrettanto ignoto dei “dopopadri”.

“Gli sdraiati” è un romanzo comico, un romanzo di avventure, una storia di rabbia, amore e malinconia. Ed è anche il piccolo monumento a una generazione che si è allungata orizzontalmente nel mondo, e forse da quella posizione riesce a vedere cose che gli “eretti” non vedono più, non vedono ancora, hanno smesso di vedere.

Consigliato ai genitori d’oggi, al loro modo di gestione ed educazione dei figli, al rapporto che è basato più sull’ amicizia che di “guida” tanto che li spinge non più a “comandare” di fare un qualcosa, ma a pregarli se non addirittura a pagarli.

Di lettura scorrevole per la maggior parte dei lettori è stata una lettura noiosa sarà perché si sono riconosciuti nel protagonista e nelle sue debolezze?